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Posted on Marzo 25th, 2010 by Elpinna.
Categories: Deliri.
I’d like to make myself believe
That planet Earth turns slowly
It’s hard to say that I’d rather stay
Awake when I’m asleep
‘Cause everything is never as it seems
When I fall asleep
Fireflies – Owl city ( Ocean eyes 2009 )
Posted on Marzo 25th, 2010 by Elpinna.
Categories: Deliri.
Posted on Febbraio 21st, 2008 by Elpinna.
Categories: Deliri.
Te’ rosso dello Yunnane P.Machinery dei Propaganda...insomma…ho raggiunto l’invulnerabilita’ grazie a loro….l’unica cosa che mi serve al momento per una migliore fruizione della realta’ e’ un paio di cuffie che abbiano almeno 100W di uscita pura.
Tutto cio’ mentre gli americani fanno passare per un intervento di routine un loro missile che abbatte un satellite spia-killer-ninja fuori controllo.
Ma cio che per altri ha un significato di qualche tipo ,cio’ che accade (??) e viene riportato da un qualche Tg scivola su di me grazie alla mia impermeabilita’ alla realta’...
Mentre grazie al corso di ninjutsu per corrispondenza evito gli eventi come se fossero mortali shuriken pianifico un viaggio verso i ridenti lidi olandesi di Amsterdam e piu propriamente pregusto il mio pernotto qui

la Anna Maria V, barcone fluviale adibito a bettolaccia/hotel/ostello
Posted on Settembre 18th, 2006 by Elpinna.
Categories: Deliri.
Nessuno mi parlava. Esistevi solo grazie a una specie di esitazione tra l’inebetimento e il delirio. Importava soltanto la continuita’ fracassona di mille e mille strumenti che comandavano ( condannavano ) gli uomini.
Quando alle sei tutto si ferma ti porti il rumore nella testa, ne avevo ancora per la notte intera di rumore e odore d’olio proprio come se mi avessero messo un naso nuovo, un cervello nuovo per sempre.
Allora a forza di rinunciare , poco a poco , sono diventato quasi un altro….Un nuovo Ferdinand.Dopo qualche settimana. Comunque mi torno’ la voglia di rivedere la gente di fuori.Non quelli dell’officina di sicuro, erano solo degli echi e degli odori di macchine come me , carni vibrate all’ infinito , i miei compagni.
Era un corpo vero che volevo toccare,un corpo rosa di vera vita silenziosa e soffice.
Viaggio al termine della notte – Louis Ferdinand Celine
Posted on Febbraio 25th, 2006 by Elpinna.
Categories: Deliri, The dangerous lives of the Choirboys.
Casale Beach , una notte come le altre , ognuna diversa , tutte con un comune denominatore , I Ragazzi del Coro, la paura , la follia.
Ci incontriamo in Plaza del Cabalo, io , il Puer Aeternus , il Dimonio e Karol il rovinafamiglie , chiamato cosi’ perche’ prima elimina i nostri nemici e dopo, prima che la vedova riceva notizia del trapasso violento del consorte , provvede a circuirla e ad aprofittare delle sue carni…cosi’ morto e cosi’ irrimedialmente cornuto…c’e chi dice che oltre ad un biglietto di sola andata per l’inferno lui ti faccia arrivare alle porte della casa di satana gia’ provvisto di un paio di corna…; iniziamo la lunga notte nella nebbia del Monferrato scegliendo un vino di Iuli , Rossore , e ne traiamo forza e saggezza assieme al Supremo , li’ convenuto dopo aver consumato sostanze psicotrope che gli sono state servite su un vassoio di argento massiccio finemente decorato a sbalzo con motivi floreali classici.
Organizziamo la nostra lunga notte di debaucherie spostandoci sul Corso , ristorante a la page dove davanti a fumanti tagliate di manzo e a partenopei scialatielli mare e monti richiesti con style supremo , Il Dimonio ci fa’ il punto della situazione : dalle parti di Auteville c’e’ un nuovo rivenditore di mobili , uno di quelli di classe, che ha scacciato i miei emissari venuti a richiedere il dovuto premio assicurativo ( leggi pizzo …leggi estorsione …leggi minacce ).
Fatto il suo dovere il Dimonio si gira e nel locale nota una coppia di media eta’ che ha un cane di razza dalmata con loro : immediatamente si alza dal tavolo e si avvicina chiedendo se il cane morde..ricevuta risposta rassicurante dalla donna della coppia si china e inizia a coccolarlo con carezze , suoni infantili e facendosi festosamente mordicchiare le mani…tutto questo per l’imbarazzante tempo di 40 minuti netti , quasi tre quarti d’ora in qui la coppia stupita , imbarazzata e oviamente terrorizzata dal Dimonio non sa assolutamente come reagire. Al che oramai abituati alla debolezza monomaniacale del Dimonio per i cani , faccio un cenno a Karol , che preso uno dei boccali di vetro di birra bionda oramai vuoti che costellano il nostro tavolo , si avvicina alle spalle del Principe del Male e messogli una mano su una spalla , per tenerlo fermo e per sorreggerlo, assesta uno swing ben piazzato sul lobo parietale del cranio del Dimonio , mandando in frantumi il boccale e mandando il Dimonio a dormire il sonno dei giusti.
Karol getta in un angolo del Corso il manico del boccale che ancora stringe nel pugno chiuso , e mormorando una breve scusa prende il Dimonio per le spalle trascinandolo svenuto fuori dal locale , sopra la mia vecchia Effie , la alfa da rapina che la popolazione di Casale beach ha imparato a temere…
Ha nevicato di nuovo , un sottile strato di neve bianca come colombiana 100 % copre le strade del peccato di Casale beach , l’acool consumato ci riscalda e ci spinge verso Auteville , la paura e’ viva , il sangue e’ caldo , la morte veloce.
Le casse potenti della mia Effie pompano ” Words ” e ” Dancing queen ” come nei migliori Vanzina di ” Vacanze di Natale ‘95 ” e le luci di Casale beach si allontanano alle nostre spalle , mentre Auteville gia’ trema mentre sente il motore truccato della terror machine che si avvicina inesorabile e letale come un mamba nero.
Parcheggiamo davanti al capannone del mobiliere , ci sono alcuni clienti che stanno ultimando gli acquisti della loro casa da sogno , o perlomeno dei mobili che la arrederanno , le loro lussuose automobili sono parcheggiate proprio davanti le vetrate illuminate a giorno dell’esposizione: scendiamo , io e il Dimonio che nel frattempo si e’ ripreso reggiamo Karol in quasi incoscienza etilica , ognuno per un braccio , ce lo siamo fatto passare dietro le spalle e deambulando con fare incerto entriamo nel lussuoso negozio di arredamenti.
Io quasi spintonandolo scaglio Karol su un divano in pelle rossa molto pacchiano che e’ vicino la porta a vetri che il Dimonio mi ha tenuta aperta e sorridendo con un ghigno malefico sfido apertamente la buona educazione borghese e asettica dei clienti , perlopiu’ giovani e ricchi sposati di fresco o coppie di mezza eta’ che sono abituati a rinnovare il mobilio delle loro ville con cadenza semi annuanle.
CONTINUA